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Cowalking: un coworking che tutela l’ambiente

Oggi si parla tanto di tutela dell’ambiente ed è un tema a me molto caro. Sono passati più di 30 anni dalle prime manifestazioni a cui ho partecipato nella zona di Malagrotta, a Roma, contro una cattiva gestione dei rifiuti urbani e l’inquinamento dell’aria. Mio padre era il medico condotto della zona e i danni sulla salute della gente erano evidenti. Poi ho vissuto parte della mia vita in Germania e lì ho imparato l’arte del riciclo e l’impegno di ogni singolo individuo per ottimizzarne i processi.

Infine credo che chi ha dei figli non possa non preoccuparsi del loro futuro su un pianeta che va verso il disastro, ma che ancora può essere fermato!

I coworking sono realtà di origine nord europea e sono nati, quindi, in un contesto sociale in cui il benessere delle persone è imprescindibilmente legato anche al decoro e alla salubrità degli ambienti in cui si vive e lavora e alla protezione del pianeta e della natura in toto.

La differenziazione dei rifiuti è la base minima ormai di un comportamento civico dato per scontato. È importante quindi che negli spazi di coworking sia previsto un modo pratico ed efficace di differenziazione dei rifiuti di carta, plastica, alluminio, vetro e umido. Così come diventano importanti anche dei piccoli spazi di raccolta delle pile e batterie esauste e dei toner da portare periodicamente in discarica.
A questo Cowalking aggiunge il sogno di creare a Roma una rete di spazi sufficientemente capillare da permettere alle persone di recarsi al lavoro a piedi, facilitandone la gestione famiglia-lavoro, non inquinando con la macchina e facendo risparmiare tempo, una risorsa preziosissima per tutti e spesso sprecata in una città così grande e disorganizzata.

Ma ad un coworking è generalmente richiesto di andare oltre la tutela dell’ambiente inteso in senso biologico ed ecologico e di occuparsi e preoccuparsi dell’ambiente anche in due sue altre accezioni.

La prima è quella dell’ambiente inteso come spazio circostante. Un coworking deve mettere cura particolare in tutti quegli elementi di arredo che rendono il lavoro più confortevole e l’atmosfera professionale e accogliente al tempo stesso, e che incidono positivamente sull’umore e sull’energia: quindi largo ai colori, alla luce, ai cuscini, alle zone relax e alle terrazze fiorite!

La seconda è quella che con la parola ambiente individua il complesso di condizioni sociali, culturali e morali in cui una persona si trova. Ed è a questo che Cowalking si dedica particolarmente con una forte motivazione! Perché vuole offrire un contesto economico, ma protetto e dignitoso, che vada incontro alle difficoltà di tanti professionisti in crisi. Vuole creare solidarietà, collaborazione, sostegno, attenzione e rispetto verso il prossimo. Vuole creare un circolo virtuoso tra chi forma ed è formato, dove ciascuno ha qualcosa da insegnare e qualcosa da apprendere e si mettono le proprie competenze a disposizione della crescita di tutti. Vuole offrire apertura a tutte le culture e saperi, anche stranieri, non per spirito di tolleranza, ma di arricchimento reciproco. Vuole che il rumore sia creato da sorrisi, risate e chiacchiere costruttive: non da urla, litigi, pettegolezzi, cattiverie e pianti, come mi è capitato spesso di vivere in diverse aziende.

Perché la verità su Cowalking va saputa: gli spazi non ci interessano, ci interessano le persone!

– Anna Maria De Matteis

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